23.10.12

Un anno senza SIC: I grandi lo ricordano così



Un anno senza il Sic. 365 giorni esatti da quel maledetto 23 ottobre 2011 che ha spezzato i sogni e la vita di uno dei piloti destinati a diventare uno dei campioni più affermati della storia del motociclismo. Una ferita ancora aperta e che è impossibile da rimarginare. Uno sportivo, una persona e un ragazzo che andava forte in moto ma che soprattutto era sempre se stesso in qualunque situazione. Per questo motivo la sua immagine, a distanza di mesi, campeggia sul profilo di centinaia di migliaia di profili facebook o twitter di appassionati di motori o ragazzi e per questo Coriano è diventato meta di pellegrinaggio, un posto dove è giusto e doveroso recarsi per lasciare un fiore o un messaggio a quel campione di coraggio e spontaneità che era Marco Simoncelli.
Tracciare un ritratto di un personaggio così amato e significativo si rischia di scadere nel retorico e di finire per dire delle ovvietà. Per questo abbiamo preferito ricordare il Sic attraverso gli aneddoti e i ricordi di chi lo ha frequentato, di chi lo conosceva bene e gli era diventato amico. Perché, come ha detto Valentino Rossi giovedì scorso, subito dopo l’omaggio che gli uomini del paddock hanno riservato Marco alla curva 11 del tracciato di Sepang: “Chiunque lo ha conosciuto ha il ricordo di un episodio con il Sic. Una risata, una cazzata”.
Aligi Deganello (Capotecnico di Simoncelli dal 2007): Quando cerco di staccare e cercare un po’ di relax dalle fatiche del motomondiale mi rifugio spesso in una casa che ho al mare in Sardegna. Ben presto iniziò a diventare una meta di ritrovo anche per Marco e la Kate. La prima volta che vennero a trovarmi fu molto divertente. Era il 2007 o il 2008, non ricordo, Marco era già una realtà del motomondiale ma ancora non sapeva nemmeno cosa fosse una carta di credito o un bancomat. Quando aveva bisogno di soldi per comprarsi qualcosa che gli serviva lui ovunque ci trovassimo li chiedeva a suo padre Paolo che gli dava il denaro che gli serviva. Quella volta dunque lui e la Kate arrivarono con un po’ di soldi contati nel portafoglio. Restarono alcuni giorni e quando venne il momento di partire Marco voleva lasciare un regalo alla persona che gli aveva prestato l’appartamento dove soggiornare. Entriamo in un supermercato ma quando va a pagare Marco e Kate si rendono conto di non aver nemmeno un centesimo nel portafoglio. Il bello è che entrambi dovevano ancora prendere il traghetto e tornare a Coriano. Gli chiesi subito con tono un po’ allarmato “Marco, mi spieghi come fai a tornare a casa senza soldi?”. Lui con una tranquillità disarmante mi rispose “Tranquillo Aligi, il biglietto del traghetto è valido anche per il ritorno, la macchina ha il pieno di benzina e per l’autostrada ho il telepass. A Coriano ci arrivo di sicuro”. Il ragionamento calzava a pennello però non aveva considerato gli eventuali imprevisti o bisogni così pagai il regalo che aveva preso ed infilai 50 Euro nel suo portafoglio. Lui mi ringraziò e si congedò con queste parole “Mi sa che la prossima volta è meglio che dal babbo mi faccia spiegare come si fa ad avere una carta di credito…”.

Fausto Gresini (Team manager MotoGp): Di Marco mi colpiva sempre molto l’incredibile voglia di vincere. Una volta stavamo giocando a tressette in hospitality (le carte erano uno dei suoi passatempi preferiti) a un certo punto però la luce viene meno e ci troviamo a giocare nel buio più completo. Io faccio per alzarmi ed andare a vedere ciò che era successo ma Marco mi blocca e mi dice che dovevamo assolutamente continuare a giocare. Si vede che aveva una mano fortunata… Comunque non c’è stato verso alla fine questa partita l’abbiamo terminata a lume di candela e la vinse lui. Dovevate vedere com’era soddisfatto. Un altro bel momento fu quando, prima del Gp del Mugello, io e lui insieme ad altri ragazzi del team abbiamo vinto la partitella di calcetto che si svolgeva puntualmente contro i giornalisti e gli appassionati del paddock. Il suo sguardo era fiero e non la finiva più di punzecchiare gli sconfitti. Mi ricordo che mi abbracciò e a dal vigore di quell’abbraccio sembrava quasi che avessimo centrato un podio in MotoGp!
Marco Lucchinelli (Ex campione del mondo) Marco ed io un anno fa, proprio 10-15 giorni prima di volare a Sepang eravamo stati contattati da uno sponsor comune per fare un tour con le moto stradali sui laghi nel nord Italia. Sono stati due-tre giorni molto belli, tra di noi c’era feeling perché tutto sommato avevamo caratteri affini. Si passava ore a parlare di corse e in particolare lui era interessato a conoscere le storie del Tourist Trophy e di altre gare a cui avevo partecipato. Durante l’uscita mi ricordo che c’era anche un fotografo e mi ricordo che a un certo punto io e Marco ci siamo affiancati. Io gli ho dato una spallata, lui non si ritirò anzi rispose con una spallata bella poderosa. Quella foto la conservo a casa con grande soddisfazione. In quello scatto c’è l’essenza del Sic, un pilota con gli attributi un ragazzo con dei valori, insomma, uno con cui mi sarebbe piaciuto davvero tanto battagliare in pista. Perché aveva il temperamento di quelli che correvano una volta.
Luca Pasini (Titolare della Pasini Corse, la prima squadra di minimoto con la quale ha corso Simoncelli): Simoncelli sin da piccolino era un guerriero, uno che voleva fare le curve più veloci che si poteva. Per questo spesso finiva per esagerare e cadeva. Una volta riuscì addirittura nell’impresa di convincere la direzione di gara a cambiare il senso del tracciato. Eravamo a Castelraimondo, un pistino con una via di fuga molto ridotta e una curva in discesa molto ostica. Bisognava affrontarla con prudenza, lui invece ci arrivò sparato e ad ogni giro Marco finiva per cadere ed infilarsi nelle gomme di protezione. Più cadeva, più lui continua imperterrito a volerla fare tutta col gas spalancato. Alla fine i responsabili di gara non ce la fecero più a vederlo per terra e decisero di invertire il senso del percorso. Da orario ad antiorario. Era arrivato a togliere i sentimenti anche a loro….

Mattia Pasini (Pilota MotoGp): Marco ed io ci conoscevamo da 20 anni e sia in minimoto che nelle gare del mondiale siamo stati protagonisti di duelli davvero avvincenti e molto belli. Una delle gare più belle che abbiamo disputato però è stata con le minimoto in Svizzera tra il 1997 e il 1998. La tipologia di gara era davvero molto particolare: Endurance e toccava correre in coppia. Io e Marco siamo arrivati in questo kartodromo al coperto con i nostri genitori, non ci conosceva nessuno e leggendo gli sguardi delle persone si poteva leggere il messaggio: “Guarda questi come sono conciati, dove pensano di andare”. Finì che li stracciammo tutti ed arrivammo al traguardo con sette giri di vantaggio sulla coppia seconda classificata. Salimmo entrambi sul gradino più alto del podio e la foto di quella vittoria di tanto in tanto mi capita di guardarla con grande nostalgia. Perché quella fu la prima e unica volta in cui a vincere fummo tutte e due”.
Carlo Pernat (Manager di Marco Simoncelli e Loris Capirossi): A stare con Marco non ci si annoiava mai. Era un vulcano, faceva le sue battute e appena poteva non si negava di fare dei dispetti a chi gli girava attorno. Io ero uno dei suoi bersagli preferiti. Si accaniva puntualmente contro le mie sigarette. Me lo ripeteva spesso che non voleva che fumassi e per risolvere il problema alla radice lui mi rubava sempre le sigarette e per impedirmi di accenderle se le metteva nelle orecchie nel naso, le distribuiva ai suoi amici che se le mettevano anche loro nel naso o in altri posti. Io mi arrabbiavo come una iena perché per me, che da una vita fumo due pacchetti al giorno, era un supplizio non potermi accendere una sigaretta. Comunque Marco oltre che per la sua simpatia mi stupiva per la sua capacità di farsi voler bene. Era difficile non andare d’accordo con lui: anche Loris gli voleva molto bene. Il primo anno quando il Sic andava più piano per aiutarlo a guadagnare autostima gli diceva di uscire in pista in qualifica quando usciva lui e gli faceva sfruttare la scia. L’anno seguente i ruoli si invertirono e il Sic ricambiò il favore a Loris. Un segno di lealtà a suo modo, valori che purtroppo stanno esaurendosi”.
Valentino Rossi (episodio tratto dal libro ‘Il nostro Sic’, Edizioni Rizzoli, 2012)La volta che il Sic si è fatto male alla Cava, a una settimana dalla prima gara del 2009, pensavo che Paolo lo avrebbe ammazzato: era incazzato come una bestia. Ecco quello lì era un tipico atteggiamento simoncelliano. Marco è arrivato, abbiamo cominciato a girare e io quel giorno andavo molto forte. Ma c’era sempre questa sfida fra noi due… Io ero davanti, in un pezzo veloce, lui era dietro, e a un certo punto ha dato una botta della madonna, ha proprio piegato tutto il manubrio. La pista quel giorno era molto infida, c’era tanta acqua, era tutto bagnato. Io mi sono fermato ma lui alla fine non si era fatto niente, anche se l’aveva data bella seria. “Oh Sic tutto a posto?”. “Ah sì, diobò che botta. Sì, sì tutto bene” mi fa. Ritornati al box, il suo babbo gli ha detto: “Porca puttana, la settimana prossima corriamo in Qatar, inizia il campionato! Fosse novembre… dai, basta, andiamo a casa”. E lui niente “No, no dai, non ti preoccupare”. Non c’era verso di tirarlo via. “Facciamo un’altra manche!”. “No, dai, Sic non facciamola un’altra manche, giriamo un po’ così e basta” dico io. E il suo babbo di nuovo: “La settimana prossima corriamo, sei sempre il solito”. Ma niente da fare, alla fine facciamo l’altra manche: come prima io parto davanti e lui dietro, e questa volta dà una botta ancora più grossa, tanto che la moto è andata giù nel fiume, non lo trovavamo più. Lui era caduto e rotolato giù un po’ e cazzo, non trovavamo più Sic. E’ tornato su, tutto bianco, e io ho pensato “Si è fatto male di sicuro”. Infatti si era fatto male, e poi ha perso il Mondiale del 2009. Suo babbo era una bestia. Se poteva dare di morso… Lui era fatto così: se facevi una manche di qualcosa e non vinceva lui, poi ne voleva fare un’altra e poi un’altra anche se a biliardino. Sic era uno che insisteva molto: se uno non aveva voglia di fare una cosa doveva dirgli di no almeno trenta volte.
Fonte: Yahoo Eurosport


21.10.12

PIRELLI: 140 ANNI DI STORIA

Ben 140 anni fa nasceva Pirelli, una grande industria che nel corso degli anni è diventata un colosso conquistando piazze importantissime, infatti oggi fornisce la Formula 1.



DA MILANO AL MONDO
Nel 1879 la "G.B. Pirelli & C." avvia la produzione di cavi e conduttori per il trasporto di energia elettrica e per le comunicazioni. E' l'epoca del telegrafo e la Pirelli diventa in breve tempo leader mondiale nella posa di reti telegrafiche sottomarine. Ma è anche l'epoca della bicicletta e nel 1890 la società si espande e agli stabilimenti di Porta Nuova e di Ponte Seveso si aggiunge un ulteriore lotto di terreno a Milano: un’area su cui sorgerà una nuova fabbrica per la produzione delle ruote "pneumatiche" per i velocipedi, destinate a sostituire gli anelli in gomma piena. Il primo pneumatico per automobile si chiama Ercole, dal nome del brevetto del 1900 riguardante i massicci talloni che fermavano la copertura sul cerchio: il prodotto-pneumatico restava sempre e soltanto il "Pirelli & C. Milano". La Pirelli è già un realtà di primo piano a livello europeo, dunque nel 1902 inizia il processo di internazionalizzazione, nello spirito del fondatore: nel 1902 apre in Spagna, vicino a Barcellona, il primo stabilimento estero del gruppo, a cui seguono gli stabilimenti di Southampton in Inghilterra (1913), di Buenos Aires in Argentina (1917), di Manresa in Spagna (1924) e di Burton on Trent, in Inghilterra (1928). 

1908: NASCE UN MARCHIO MITICO
Ma i primi anni del '900 sono anche gli anni ruggenti dell'automobile e delle grandi imprese che l'automobile ispira. Passa alla storia la Pechino-Parigi del 1907, che viene vinta dalla leggendaria Itala del principe Scipione Borghese. E' la prima vittoria internazionale della Pirelli, che diventerà la gomma dei grandi come Nuvolari, Ascari e Fangio. I successi sportivi donano grande notorietà al marchio e quelli sono gli anni in cui la pubblicità inizia a diventare una cosa seria: così nel 1908 nasce la "P lunga" che rappresenta da allora il logo del gruppo. L'idea nacque a New York dalla necessità del rappresentante Pirelli in quel paese di dare un segno distintivo per differenziare i prodotti Pirelli dalla concorrenza. Erano gli stessi Piero e Alberto Pirelli, i figli di Giovanni Battista Pirelli chiamati nel 1904 a dirigere la società assieme al padre, a utilizzare la P allungata anche nella propria firma: l’idea nacque da quella particolare grafia. Oggi il brand Pirelli è uno dei più noti in tutto il mondo e il suo valore economico è stimato in 2,27 miliardi di euro.

UN DOPOGUERRA RADIOSO
Nel 1922 l'accomandita per azioni Pirelli & C. viene quotata alla Borsa di Milano e nel 1929 alla Borsa di New York: è la prima società italiana a sbarcare sul listino statunitense. Sempre nel 1929 la società costruisce la prima fabbrica in Brasile: è l’inizio dell’espansione di Pirelli nel Paese, mercato fondamentale per il business del gruppo, dove oggi la società conta 5 stabilimenti produttivi. Nel 1932 Giovanni Battista Pirelli se ne va e lascia la conduzione dell'azienda ai figli Piero e Alberto. Poco dopo scoppia il Secondo Conflitto Mondiale, la produzione si ferma e gli stabilimenti milanesi del gruppo vengono fortemente danneggiati. Al termine del conflitto, nel 1946 – dopo un anno di commissariamento da parte del Governo militare Alleato – i figli, Piero e Alberto Pirelli tornano alla guida della società. Riprende la produzione, non solo di gomme e cavi, ma anche della numerosissima serie di articoli che nel frattempo Pirelli ha iniziato a produrre. Come quella delle famose palle di gomma sospesa nel 1939, anche in seguito ai bombardamenti che nel 1943 rasero al suolo il Riparto II specializzato in giocattoli, che riprende nel '52, e dei giocattoli avviata già nel 1902. Nasce la gommapiuma Pirelli e tra i bimbi dell'epoca diventano famosi la bambola Susy (1949), il gatto Meo Romeo (1950) e la scimmietta Zizì (1952), che verranno seguiti da Bambi, Bongo e Pluto prodotti su licenza Walt Disney. Le signore scoprono poi i costumi da bagno in Lastex negli anni '50 e poi in Vyrene nei '60, prendono il sole su materassini e si fanno scorazzare su battelli pneumatici della P lunga: famoso diventerà il Laros degli anni '60. Nel 1965 Alberto Pirelli a 83 anni diventa presidente onorario del gruppo e lascia la presidenza esecutiva al figlio Leopoldo, che rimarrà alla guida dell’azienda per oltre 25 anni.

I PNEUMATICI DELLE VITTORIE
Dopo la guerra inizia l'epoca della motorizzazione di massa, ma il Pirelli Stella Bianca, lanciato nel lontano 1927 come erede dei Pirelli Cord e Pirelli Superflex Cord , fino agli anni Cinquanta rimane l'arma vincente dello squadrone Alfa Romeo nelle corse, la Mille Miglia, la Targa Florio, la Coppa Acerbo, il Gran Premio d'Italia, la Targa Florio... Le ultime vittorie di Alfa e Stella Bianca sono del 1950 e 1951, con 9 Gran Premi in totale firmati da Fangio, Farina e Fagioli. Ma per Pirelli è anche l'epoca dei "passi": lo Stelvio, che venne adottato come pneumatico di primo equipaggiamento dalle Ferrari dell'epoca (Alberto Ascari divenne Campione del Mondo nel 1953 montandolo sulla sua Ferrari 500 F2); il Rolle per la Fiat 600, per la 1100, per la 1400, per la Lancia Appia; il Cisa per la Fiat 500; il Sempione che equipaggia nel 1959 la nuova "ammiraglia" di casa Fiat: la 1800. La scarsità di materie prime in periodo bellico aveva già da tempo spinto i produttori di pneumatici a sperimentare nuovi materiali, come la gomma sintetica al posto della gomma naturale, la fibra di rayon al posto del cotone come materiale di carcassa. Nel 1953 nasce il Cinturato, la gomma che segna l’esordio della tecnologia radiale, che con Fangio a fare da testimonial si avvia a una gloriosa carriera anche nei rally. La sua eredità viene raccolta negli anni '70 dal Pirelli P7, la gomma che inaugura la stagione dei "ribassati" e viene realizzato nel 1972 appositamente per la Lancia Stratos, che con 250 CV ha prestazioni che nessun pneumatico dell'epoca è in grado di supportare. Al Rally delle Quattro Regioni del 1974 Sandro Munari conduce la Stratos alla prima vittoria. Nel giugno 2010, dopo 19 anni di assenza, Pirelli torna in Formula 1 aggiudicandosi la fornitura esclusiva per il 2011-2013.

"THE CAL"
Nel 1964 nasce anche il Calendario Pirelli realizzato nella sua prima edizione da Robert Freeman, il fotografo che immortalerà i Beatles per i loro "magical mistery tour". Fu un successo immediato e oggi che è giunto alla 40esima edizione (il Calendario 2013 firmato dal fotografo Steve McCurry) ogni lancio di "The Cal", come viene chiamato, diventa un grande appuntamento per il jet set internazionale. Anche il calendario più gamoso del mondo ebbe però un momento di crisi: fu nel 1974, quando la sua pubblicazione venne sospesa per i tagli al bilancio imposti dalla crisi del mercato petrolifero. Superata la crisi petrolifera, nel 1984 il Calendario riconquistò le scene grazie al talento di Uwe Ommer che immortala Julie Martin, Jane Wood, Angie Layne e Suzye Ann Watkins nella splendida location dell'isola Eleuthera, nelle Bahamas. 


140 ANNI AL QUIRINALE
Pirelli è oggi il quinto operatore al mondo di pneumatici per fatturato, nel 2011 pari a circa 5,65 miliardi di euro, con una capacità produttiva di circa 66 milioni di pezzi. Presente commercialmente in oltre 160 paesi, la società impiega circa 36mila dipendenti e conta 22 siti produttivi di pneumatici in quattro continenti e tredici Paesi. Il fondamentale ruolo dell'azienda milanese per il paese è stato qualche giorno fa riconosciuto anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha ricevuto al Quirinale il Presidente e Ceo di Pirelli Marco Tronchetti Provera e tutta la prima linea manageriale di Pirelli in occasione dei 140 anni. "E'stato un grande onore per me e per tutti noi essere ricevuti dal Presidente Napolitano in occasione dei 140 anni dalla nascita della Pirelli", ha dichiarato Marco Tronchetti Provera. "Un compleanno – ha proseguito - che festeggiamo insieme alle 36mila persone che, nel mondo, condividono l'orgoglio di far parte di un gruppo che da oltre un secolo porta ovunque l'eccellenza dell'industria italiana. In 140 anni siamo cresciuti molto. Dal 1872 mettiamo nel nostro lavoro passione e creatività per raggiungere nuovi traguardi, dando concretezza alle idee e alle tecnologie più avanzate e facendo nostro lo sguardo di modernità dimostrato da Giovan Battista Pirelli nel fondare la società all’età di soli 24 anni e dal nipote Leopoldo, che ne ha consolidato la vocazione all'innovazione e alla ricerca. Pensare costantemente al futuro ci consente di portare sulle spalle 140 anni di storia senza sentirne il peso, ma facendo tesoro di tutta l'esperienza che questo comporta. Ed è l'unico modo che conosciamo per interpretare il nostro ruolo e la nostra responsabilità di impresa tra le più radicate nel tessuto industriale del Paese".

Fonti: Omniauto

Moto Gp Sepang: Pedrosa vince ancora!


 Il Gp della Malesia della MotoGpquindi va considerato concluso al 13esimo dei 20 giri previsti, con la vittoria di Dani Pedrosa, che raccoglie comunque punteggio pieno e riduce quindi a 23 lunghezze il suo ritardo in classifica nei confronti di Jorge Lorenzo, secondo anche oggi nonostante un brivido.

La gara è partita in condizioni di bagnato, con la pioggia che non ne voleva sapere di dare tregua, ma che poi ha intensificato la sua caduta fino a rendere praticamente inguidabili le moto. Al 13esimo giro, dunque, è arrivata l'interruzione, che ha seguito i segnali piuttosto eloquenti che Lorenzo aveva mandato al direttore di gara, alzando più volte la mano e rischiando anche di cadere pochi istanti prima dello stop.

Inizialmente era stato annunciato che, in base alla regola del "flag to flag", la corsa sarebbe ripartita per gli ultimi sette giri, ma le pioggia non ha attenuato neanche minimamente la sua intensità. Dunque, con anche l'imbrunire ormai prossimo, è stato deciso di considerare concluse le ostilità, assegnando comunque punteggio pieno.

Pedrosa deve quindi ringraziare di aver scelto il momento giusto per andare all'attacco diLorenzo. Per le prime nove tornate era stato il leader del Mondiale a comandare le operazioni, che poi però si è inchinato all'ennesimo cambio di ritmo del rivale della Honda, che ha dimostrato ancora una volta di averne più di tutti in questo frangente della stagione, a prescindere dalle condizioni che deve affrontare: questa per "Camomillo" è infatti la quinta vittoria nelle ultime sei gare.

L'unico rammarico per lui può essere dato dal fatto che la bandiera rossa è arrivata proprio quando Casey Stoner sembrava in grado di superare Lorenzo. Un potenziale sorpasso che gli avrebbe permesso di recuperare punti importanti, anche se va detto che le condizioni erano diventate davvero proibitive e continuare sarebbe stato rischioso, quindi lo spagnolo non ha polemizzato per questo.

Dunque, alla seconda uscita dopo l'infortunio alla caviglia, l'australiano è riuscito a subito a risalire sul podio, favorito anche dalla caduta di Andrea Dovizioso, poi 13esimo, e da un errore di Valentino Rossi, che erano riusciti a tallonarlo nella prima parte della corsa. La sensazione comunque è che la sua caviglia sia ancora lontana dal 100% della forma.

Una volta ripartito dopo il suo errore, il "Dottore" si è invece piazzato quinto, alle spalle del compagno di squadra Nicky Hayden. Questa volta, dunque, le Ducati non sono state veloci come in passato sotto alla pioggia, ma un quarto ed un quinto posto non sono un risultato da buttare, anche perchè il pesarese ha chiuso davanti ad Alvaro Bautista e Cal Crutchlow si è ritarato (sono loro i suoi avversari nella corsa al quinto posto).

Tra le CRT la vittoria è andata alla ART-Aprilia di Aleix Espargaro, bravissimo a reggere il passo della Ducati di Hector Barbera praticamente per tutta la corsa. Da segnalare anche i ritiri di Stefan Bradl e Ben Spies, con l'americano della Yamaha che è stato portato al centro medico con un sospetto infortunio alla spalla sinistra.

20.10.12

Hyundai Velocity:Una Veloster Turbo speciale al SEMA

La Hyundai presenterà al SEMA di Las Vegas la concept Velocity, derivata dalla Veloster Turbo. Il modello è stato sviluppato dal centro design californiano di Irvine, che ha studiato una carrozzeria aggressiva e grintosa di ispirazione decisamente racing, con prese d'aria e appendici aerodinamiche che fanno intuire le potenzialità della meccanica.
 Il motore 1.6 Turbo da 204 CV è stato infatti completamente elaborato dagli specialisti della Cosworth, che hanno sostituito pistoni, turbocompressore, collettore, sistema di iniezione ed elettronica di controllo per ottenere 400 CV e 475 Nm di coppia massima.


 Per questo motivo la Velocity utilizza anche un nuovo assetto realizzato con componenti Bilstein, l'impianto frenante Brembo con pinze a quattro pistoncini anteriori e i cerchi da 19" con pneumatici Kumho Ecsta SPT 275/35 R19. Insieme a questa concept, la Hyundai presenterà al SEMA 2012 anche la Veloster Alpine, sviluppata in collaborazione con la Ark Performance.

DTM - Hockenheim:Farfus e la BMW festeggiano l'ultima pole del 2012

Il finale di stagione di Augusto Farfus può essere sicuramente di buon aspicio per il brasiliano in vista del DTM 2013. Dopo aver conquistato la sua prima pole position e la sua prima vittoria nella serie un paio di settimane fa a Valencia, il portacolori della BMW oggi ha concesso il bis nelle qualifiche dell'appuntamento conclusivo ad Hockenheim.


Velocissimo fin dalla Q3, Farfus è sceso in pista per ultimo per effettuare il giro secco della Q4 e non ha commesso la minima sbavatura, arrivando a mettere insieme una tornata quasi perfetta in 1'34"140, grazie alla quale si è messo dietro di poco più di un decimo la Mercedes di Gary Paffett.

 Gli occhi erano puntati tutti proprio sul leader della classifica e sulla BMW del suo inseguitore Bruno Spengler, che per ora non hanno deluso le aspettative: entrati entrambi nell'ultimo segmento, hanno chiuso con il secondo ed il terzo tempo, separati tra loro da appena 7 millesimi. Con appena 3 punti a dividerli in campionato, per domani è quindi lecito attendersi un grande duello.

 L'ultimo posto disponibile nella Q4 lo ha guadagnato Mattias Ekstrom che, pur accusando un distacco importante, completa una top four che vede presente almeno un esponente di ogni marchio con la sua Audi. Lo svedese ha eliminato al termine della Q3 la grande sorpresa delle qualifiche di oggi, l'americano Joey Hand, che domani scatterà quinto con la sua BMW dopo una stagione vissuta nelle retrovie.


Attardato invece l'altro contendente al titolo, ovvero Jamie Green. Pur essendo il secondo tra i piloti Mercedes, il britannico non è riuscito a fare meglio del decimo tempo e con 18 punti da recuperare su Paffett ora avrebbe bisogno di un vero e proprio miracolo per laurearsi campione.

DTM, Hockenheim, 20/10/2012
Prove ufficialiv 1. Augusto Farfus - BMW - 1'34"140
2. Gary Paffett - Mercedes - 1'34"261
3. Bruno Spengler - BMW - 1'34"268
4. Mattias Ekstrom - Audi - 1'34"627
Eliminati al termine della Q3:
5. Joey Hand - BMW - 1'34"031
6. Martin Tomczyk - BMW - 1'34"050
7. Dirk Werner - BMW - 1'34"079
8. Timo Scheider - Audi - 1'34"133
9. Edoardo Mortara - Audi - 1'34"159
10. Jamie Green - Mercedes - 1'34"251
Eliminati al termine della Q2:
11. Filipe Albuquerque - Audi - 1'34"288
12. Mike Rockenfeller - Audi - 1'34"304
13. Christian Vietoris - Mercedes - 1'34"358
14. Andy Priaulx - BMW - 1'34"375
15. Adrien Tambay - Audi - 1'34"477
16. Rahel Frey - Audi - 1'34"720
Eliminati al termine della Q1:
17. Ralf Schumacher - Mercedes - 1'34"722
18. Robert Wickens - Mercedes - 1'34"723
19. Roberto Merhi - Mercedes - 1'35"032
20. Miguel Molina - Audi - 1'35"080
21. David Coulthard - Mercedes - 1'35"275
22. Susie Wolff - Mercedes - 1'35"325

WTCC - Suzuka:Chevrolet campione costruttori con la pole di Menu

Conquistare una pole position è sempre un risultato prestigioso, ma in certe situazioni è un risultato che può valere davvero tanto: è questo il caso di quella ottenuta oggi da Alain Menu nel round di Suzuka del WTCC, che ha permesso alla Chevrolet di conquistare i punti che le mancavano per festeggiare il Mondiale Costruttori.


 Il weekend giapponese, dunque, ha già dato dei verdetti interessanti, anche se sono ancora da disputare entrambe le gare: ottenendo il secondo tempo davanti a Robert Huff, Yvan Muller si è riportato in testa al campionato solitario, anche se con appena 1 punto di vantaggio sul compagno di squadra.



 

 
 Ma la grande giornata della Chevrolet non si è conclusa qui, perchè c'è una Cruze in pole anche tra gli Indipendenti, con Alex MacDowall che è addirittura arrivato ad occupare il quarto posto, completando uno strepitoso poker. Ad ostacolare il britannico della Bamboo Engineering ci ha provato il marocchio Mehdi Bennani, quinto e primo tra i piloti BMW.

 Alti e bassi per gli italiani in queste qualifiche: se da una parte il sesto posto di Gabriele Tarquini può essere etichettato come deludente, pur essendo il migliore tra i piloti Seat, dall'altra il decimo tempo di Stefano d'Aste regalerà la pole position di gara 2 al portacolori della Wiechers Sport, in virtù dell'inversione della griglia di partenza. E il pilota italiano ha beffato proprio la debuttante Honda Civic, che si è dovuta accontentare dell'11esimo tempo con Tiago Monteiro. L'accesso in Q2 è sicuramente una buona base di partenza, ma è un peccato aver perso la possibilità di scattare in pole in gara 2 per poco più di un decimo.

WTCC, Suzuka, 20/10/2012
Prove ufficiali
1. Alain Menu - Chevrolet - 52"885
2. Yvan Muller - Chevrolet - 52"950
3. Robert Huff - Chevrolet - 53"054
4. Alex MacDowall - Chevrolet - 53"206
5. Mehdi Bennani - BMW - 53"224
6. Gabriele Tarquini - Seat - 53"259
7. Tom Coronel - BMW - 53"400
8. Aleksei Dudukalo - Seat - 53"513
9. Pepe Oriola - Seat - 53"516
10. Stefano d'Aste - BMW - 53"729
11. Tiago Monteiro - Honda - 53"886
12. Darryl O'Young - Chevrolet - 54"491
Eliminati al termine della Q1:
13. Franz Engstler - BMW - 53"742
14. Norbert Michelisz - BMW - 53"746
15. Tom Boardman - Seat - 53"847
16. Fernando Monke - Seat - 53"978
17. Hiroki Yoshimoto - Seat - 54"002
18. Charles Ng - BMW - 54"030
19. James Nash - Ford - 54"082
20. Alberto Cerqui - BMW - 54"100
21. Tom Chilton - Ford - 54"330
22. Rene Munnich - Seat - 54"690
23. Masaki Kano - BMW - 55"013

Campionato Australiano Rally:Hyundai presenta una concept da rally della Veloster

La Hyundai sembra aver deciso di iniziare a far sul serio  presentando una versione concept della Veloster, realizzata in base ai regolamenti vigenti nel Campionato Australiano Rally, che però potrebbe anche essere adattata al Campionato Asia Pacifico.
La vettura è dotata di un propulsore turbo da 1,6 litri, cui è collegato un cambio manuale a sei marce. L'impianto frenante invece è stato realizzato dalla Alcon e monta dischi da 355 millimetri all'anteriore e da 300 millimetri al posteriore e anche le sospensioni sono regolabili.

 Anche nell'abitacolo si ha a che fare con una vera e propria vettura da corsa, dotata di roll bar, sedili racing e diverse componenti alleggerite in carbonio. La vettura inoltre risulta molto "grintosa" come impatto visivo: monta cerchi da 18 pollici del Team Dynamics, ma anche uno spoiler anteriore ed un'ala posteriore particolarmente aggressivi. Al momento comunque la vettura è solo una concept, che la filiale australiana ha voluto realizzare per dimostrare le abilità tecniche dei suoi ingegneri.

19.10.12

Fiat: vuole costruire le Chrysler in Italia


Sergio Marchionne, da tempo sta pensando di  trarre profitto dalla linea produttiva italo-americana per salvare il gruppo Fiat, e quindi la produzione in Italia. Quindi si pensa di produrre parte della linea nordamericana qui in Italia, infatti il SUV compatto alfa/jeep/fiat uscirà dai cancelli di Mirafiori.


A fare notizia è invece l’ipotesi che in Italia possano essere realizzati altri modelli Chrysler destinati al mercato USA, come ad esempio la Dodge Dart. La compatta berlina americana verrebbe costruita nello stabilimento di Cassino, affiancando le linee produttive da cui oggi esce la sua gemella Alfa Romeo Giulietta. L’anticipazione, riportata da Bloomberg, è stata data da tre persone che la stessa agenzia definisce “vicine alla questione” e riporta la volontà dell’ad Sergio Marchionne di richiedere a questo scopo al governo italiano una tassazione ridotta sui veicoli esportati all’estero.

Marchionne starebbe definendo nei dettagli il programma destinato a riportare a pieno regime i siti produttivi italiani del Gruppo Fiat, depressi da una crisi di mercato che attanaglia l’Europa e che è sfociata nella cancellazione di Fabbrica Italia. Dopo aver assicurato il premier Mario Monti sulla volontà del gruppo Fiat di tornare ad investire in Italia, il manager italo-canadese si prepara quindi ad annunciare ai mercati (entro la fine di ottobre) il nuovo piano di rilancio della fabbrica di Cassino, che al momento opera al 50% della sua capacità produttiva. Questo servirà anche ad alleggerire il carico di lavoro sugli stabilimenti Chrysler in Nord America che entro l’anno raggiungerà il 100%. Costruire le Chrysler anche in Italia significherebbe quindi ottimizzare i flussi produttivi sui due lati dell’Atlantico, sempre che il cambio Euro/Dollaro si mantenga entro limiti economicamente accettabili. Un altro passo atteso da 5.500 lavoratori Fiat è quello relativo allo stabilimento di Mirafiori, dove un ritorno degli investimenti previsti permetterebbe di passare dai 50.000 veicoli prodotti oggi (Alfa Romeo MiTo) ai 280.000 SUV marchiati Fiat, Alfa Romeo e Jeep.
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18.10.12

DTM:David Coulthard dice basta alle corse a fine 2012

Quello di Michael Schumacher non sarà l'unico ritiro illustre dal mondo delle corse del 2012: questa mattina, infatti, anche David Coulthard ha annunciato la sua intenzione di dire basta alle corse (almeno da professionista) al termine della stagione del DTM, che si concluderà proprio questo fine settimana ad Hockenheim.

 Il pilota scozzese, che quest'anno ha spento 41 candeline, è approdato nella serie tedesca nel 2010 e nelle ultime tre stagioni a difeso i colori della Mercedes, senza riuscire però ad ottenere dei risultati di spicco e facendo fatica ad adattarsi.

 Nel suo passato però c'è una carriera importante in Formula 1, iniziata nel 1994 e conclusa nel 2008, con ben 13 successi all'attivo a cavallo tra Williams e McLaren. A lui però va anche il merito di essere stato uno dei primi piloti a puntare sul progetto della Red Bull, che purtroppo però si è rivelato vincente solo dopo la sua uscita dal Circus. Il primo podio della squadra di Milton Keynes però lo ha ottenuto proprio lui, chiudendo terzo a Monaco nel 2006.
 

L'annuncio di questa mattina. "Quella di questo weekend sarà la mia ultima gara da professionista. D'ora in avanti voglio solo pensare a passare più tempo con la mia famiglia e a concentrarmi sulle mie attività esterne al mondo delle corse. Voglio ringraziare Norbert Haug e la Mercedes per avermi dato l'opportunità di correre nel DTM, ma anche i miei sponsor per aver concesso un po' di spazio sulla mia macchina alla Wings for Life Foundation, che ha contribuito a sensibilizzare e a trovare finanziamenti per la ricerca sulle lesioni del midollo spinale"

Il saluto di Norbert Haug. "David è stato il primo pilota a portare la Mercedes alla vittoria in Formula 1 nell'era moderna. Era il 9 marzo 1997 a Melbourne e quel giorno è entrato a far parte della nostra storia. Nei nove anni successivi è stato un ottimo partner per noi e per la McLaren e ad oggi è ancora uno dei piloti più famosi a livello mondiale. Il suo impegno nel DTM è stato positivo sia per lui che per il campionato: ha continuato a mostrare di avere grandi capacità in pista, ma ci sa fare anche davanti alle telecamere e come ambasciatore del marchio AMG. Ha fatto parte della nostra famiglia per circa 15 anni, quindi continuerà a farlo anche in futuro. Posso aggiungere solo una cosa: grazie David" ha aggiunto il responsabile di Mercedes Motorsport.

Lamborghini Super Trofeo:Presentata la nuova Gallardo LP570-4 Super Trofeo

La gara conclusiva del Lamborghini Super Trofeo 2012, che si è disputata lo scorso weekend sul circuito di Navarra, incoronando campione Cedric Leimer, è stata sfruttata dai vertici della Casa di Sant'Agata Bolognese per illustrare i piani futuri della serie, ma soprattutto per togliere i veli alla nuova Gallardo LP570-4 Super Trofeo.


 la Gallardo per la stagione 2013 è basata sul telaio e sulla piattaforma meccanica della vettura di quest'anno, entrambe ampiamente collaudate, ma porta con sé importanti modifiche dal punto di vista aerodinamico che includono sia la revisione di alcune superfici della carrozzeria che l'aggiunta di appendici regolabili, come il nuovo alettone posteriore a incidenza variabile, con ben dieci diverse posizioni disponibili.
 L'efficienza aerodinamica della nuova Gallardo è migliore del 120% rispetto al modello precedente e le performance dinamiche saranno di altissimo livello grazie all'aumento del carico aerodinamico. In configurazione a basso carico aerodinamico la vettura avrà infatti 128 kg di carico in più, mentre in configurazione di massimo carico i chili di pressione aerodinamica saranno ben 160, permettendo alla vettura di restare davvero incollata all'asfalto. Anche la frenata sarà ancora più incisiva grazie a una riprogettazione delle prese d'aria dei freni che permetterà di ridurre lo stress termico del 50%.

Lexus LF-LC Blue Concept:La futura sportiva si veste di blu

 La Lexus presenta la LF-LC Blue Concept, versione aggiornata della LF-LC. Rispetto al rosso del primo prototipo, la seconda variante è caratterizzata dalla tinta Opal Blue, ispirata proprio ai colori dell'outback australiano.

 Derivata dall'esperienza della supercar LFA, la LF-LC sfrutta le qualità della fibra di carbonio per creare forme complesse e ridurre la massa totale. Il sistema propulsivo comprende un propulsore benzina a ciclo Atkinson e un motore elettrico, con una potenza combinata di 500 CV, uno schema che probabilmente ritroveremo nella futura sportiva di serie derivata da questo prototipo. All'esterno, la ricerca stilistica evolve i principali stilemi della produzione attuale verso nuove forme, come i gruppi ottici anteriori e posteriori, il taglio aggressivo della mascherina trapezoidale e il tetto in vetro, realizzato con una innovativa tecnica costruttiva.

 L'abitacolo, disegnato intorno al guidatore, abbandona il legno naturale della prima concept per passare a tonalità chiare e scure appropriate alla tinta esterna, unendo pelle, alcantara, alluminio e fibra di carbonio. Un display touch screen nella console centrale, abbinato a un ulteriore schermo regolabile per le funzioni più complesse, governa tutti i sistemi di bordo e le informazioni vengono visualizzate su due schermi da 12,3 pollici. Quello di fronte al guidatore prevede vari "livelli" informativi studiati in base alla rilevanza dei dati. I sedili, infine, sono realizzati su una struttura in fibra di carbonio, che replica le forme della carrozzeria

Porsche Panamera Platinum Edition:A listino un nuovo allestimento

La Porsche ha arricchito la gamma Panamera con l'allestimento speciale Platinum Edition, riservata alle versioni Panamera e Panamera 4 V6 3.6 300 CV e Panamera Diesel V6 3.0 diesel 250 CV. La berlina sportiva tedesca sarà disponibile nelle tinte bianco e nero pastello oppure nelle speciali metallizzate nero, grigio e mogano, in abbinamento alle cornici laterali nere e a prese d'aria, diffusore posteriore e calotte inferiori degli specchietti in tinta platinum silver.
L'equipaggiamento di serie comprende inoltre gruppi ottici bi-xeno, sensori di parcheggio, specchietti fotocromatici e cerchi da 19", mentre l'abitacolo sfoggia riviestimenti misto pelle tessuto bicolore, abbinamento scelto anche per plancia e interni. In opzione saranno comunque disponibili gli interni completamente in pelle, che mantengono lo schema bicolore. Di serie viene offerto anche il volante sportivo con paddles e servoassistenza attiva, lo stemma Porsche sui poggiatesta, i battitacco personalizzati, i sedili riscaldabili, il sistema multimediale PCM con schermo da sette pollici e navigatore satellitare e il sistema audio da 235 Watt.

 La Porsche, intanto, ha già annunciato il listino delle Panamera Platinum Edition: la V6 a trazione posteriore ha un prezzo di 82.248 euro, la V6 a trazione integrale di 89.992, mentre la Panamera Diesel Platinum Edition costa 84.789 euro.

15.10.12

FIA WEC - 6 ore del Fuji:Arriva in casa la seconda vittoria Toyota

Arriva in casa la seconda vittoria Toyota nel Mondiale Endurance dopo una battaglia emozionante con l'Audi. Infatti dopo 6 ore di gara Alex Wurz, Nicolas Lapierre e Kazuki Nakajima ha concluso con soli 11 secondi di vantaggio sulla R18 e-tron quattro guidata da Andre Lotterer, Benoit Treluyer e Marcel Fassler. Terza ha chiuso la seconda Audi con al volante i veterani Allan McNish e Tom Kristensen.


Nelle prime 4 ore la TS030 Hybrid e la R18 erano parse veramente equivalenti come prestazioni, poi è arrivato lo scossone: Treluyer era al volante della vettura degli anelli e si è toccato con l'Aston Martin di classe GTE guidata da Stefan Mucke. A quel punto è stata necessaria una sosta per la sostituzione del muso, che anche se è stata breve perché nel frattempo era usciti la safety car per pulire il tracciato dai detriti, ha dato il break decisivo in favore della Toyota.

Tra l'altro poi Treluyer è stato punito con uno stop&go per via del ruolo avuto nell'incidente e questo ha rispedito indietro di oltre 50 secondi l'Audi, che per recuperare ha rischiato non sostituendo i pneumatici all'ultima sosta, per riguadagnare tempo in vista dello splash-and-go che Toyota avrebbe dovuto fare nel finale per arrivare alla bandiera a scacchi. Nonostante le Michelin usatissime Lotterer ha dato tutto, ma Nakajima è riuscito a presentarsi nel finale con abbastanza vantaggio per uscire dalla pitlane con 5" di vantaggio sull'avversaria. "L'ingegnere mi incitava via radio dicendomi che dovevo avere almeno 40" di vantaggio per poter fare lo splash." ha raccontato il pilota giapponese a fine gara. "Ho spinto come un dannato e Andre mi ha reso le cose veramente complicate, ma per fortuna ce l'abbiamo fatta."

La compagine anglo-svizzera Rebellion Racing ha chiuso al comando della classifica privati, con la propria Lola-Toyota B12/60 guidata da Neel Jani e Nicolas Prost. Il duo ha dominato, chiudendo con un giro di vantaggio sulla JRM HPD ARX-03a di Peter Dumbreck, David Brabham e Karun Chandhok.

Nella seconda classe dei prototipi vittoria per l'ORECA-Nissan 03 della ADR-Delta, guidata da John Martin, Tor Graves e Shinji Nakano, ma questo non è bastato per evitare che la Starworks vincesse la classifica team della classe, grazie al secondo posto della loro HPD ARX-03b condotta da Stephane Sarrazin, Enzo Potolicchio e Ryan Dalziel.

Dominio Porsche in GTE Pro: la 911 GT3-RSR della Felbermayr-Proton è sempre stata in testa ad eccezione dellos cadere della prima ora ed ha vinto con Marc Lieb e Richard Lietz.

De Tomaso:Arrestato anche Gianluca Rossignolo

Si fa sempre più serio il caso-De Tomaso. Il 12 luglio scorso il patron della Casa, Gian Mario Rossignolo, era stato arrestato dalla Guardia di Finanza di Torino (ma gli erano stati concessi i domiciliari in virtù dell'avanzata età) con l'accusa di concorso in truffa ai danni dello Stato. Questa mattina analogo atto è stato eseguito nei confronti del figlio di Gian Mario, Gian Luca.
Il capo d'imputazione è lo stesso e si riferisce ai finanziamenti pubblici per sette milioni e mezzo di euro affidati alla De Tomaso per corsi di formazione che, in realtà, non sono mai stati avviati. Stando all'accusa, per accedere ai contributi, la maggior parte dei quali sarebbe finita nelle tasche della famiglia Rossignolo, fu utilizzata una fidejussione falsa.

Mercedes-Benz SLS AMG Black Series:Incidente al Nurburgring, collaudatori illesi

I due collaudatori a bordo dell'SLS AMG Black Series sono usciti sulle loro gambe dall'auto e stanno bene dopo l'incidente. Purtroppo, lo stesso non si può dire del muletto che stavano provando al Nürburgring, andato distrutto quasi completamente nell'incidente e nel successivo incendio sviluppatosi a bordo dell'auto.


 Il collaudatore dell'AMG ha perso il controllo della vettura sul tratto che prende il nome di Döttinger Höhe. Si tratta di uno dei rettilinei più lunghi, e dunque di una delle parti più veloci della Nordschleife: in quel punto, una supercar come la Black Series può raggiungere i 300 km/h.

Rolls-Royce Ghost Coupé:Una regina in pista

La futura coupé della Rolls-Royce è stata fotografata al Nürburgring, durante alcuni test ad alta velocità. Il nuovo modello sfrutta la piattaforma della Ghost berlina e sembra nata con il preciso obiettivo di rubare clienti alla Bentley Continental GT. Per farlo offrirà un design moderno, pur mantenendo elementi inconfondibili come il massiccio frontale e le superfici vetrate di altezza relativamente ridotto. Il prototipo mostra camuffature meno pesanti, e la presenza di una seconda maniglia e della relativa sagomatura di una piccola portiera controvento posteriore sembrano sempre di più un puro depistaggio.


 La portiera molto lunga termina ben oltre la posizione del pilota e potrebbe consentire un accesso  accettabile per i sedili posteriori, nell'ottica comunque di una abitabilità ridotta rispetto alle usuali berline di rappresentanza. La coda, con il lunotto molto inclinato, sembra terminare con un accenno di spoiler, mentre rispetto al precedente prototipo avvistato cambiano i terminali di scarico: al posto delle quattro uscite tonde dall'aspetto provvisorio, fanno ora bella mostra due uscite rettangolari integrate nel paraurti.

14.10.12

IVA al 22%: il Codacons chiede l'esenzione per i carburanti


L'iva salirà al 22% e fare benzina per ogni italiano costerà 41 euro in più ogni anno. Lo ha stimato la federconsumatori. A settembre la contrazione del consumo di carburanti diesel e benzina è diminuita rispettivamente del 15.2 e 18.6 %, il quale corrisponde a una contrazione di circa 1500 euro annui per famiglia. Questi dati, allarmanti, sono stati presi dal Codacons, il quale ha richiesto al governo di fare marcia indietro, almeno per alcuni generi come appunto carburanti, medicine e altri prodotti base dell'alimentazione.
Il nostro paese già vanta un triste primato, quello dei costi relativi alle accise più alti d'europa, e con quest'aumento dell'iva, si arriverebbe a dei costi spaventosi, visto che il 91% dei trasporti è basato su gomma.

LA SPESA SALE, L'ERARIO INCASSA
Nonostante da gennaio i consumi di benzina e diesel siano calati del 10,1%, considerando che il prezzo medio ponderato rispetto allo stesso periodo del 2011 è aumentato del 16,6% per la benzina e del 20,2% per il gasolio, la spesa complessiva è cresciuta del 7%. Stando alle stime del Centro Studi Promotor GL events si è attestata a quota 50,8 miliardi. "Di questa imponente cifra - si legge nella nota - 27,5 miliardi vanno al Fisco e 23,4 miliardi vanno all’industria e alla distribuzione (componente industriale). Occorre però segnalare che la quota del Fisco cresce del 15,9%, mentre quella che va ai produttori e consumatori cala dell'1,8%. E’ dunque essenzialmente l'Erario a trarre vantaggio dalla drammatica situazione del mercato dei carburanti per autotrazione".

Moto GP: le qualifiche cambieranno nel 2013.


n una riunione tenutasi il 13 ottobre a Motegi, la Grand Prix Commission ha approvato la nuova formula delle qualifiche per la stagione 2013. Confermate le indiscrezioni dei giorni scorsi: ci saranno Q1 e Q2, con i gruppi che verranno formati in base ai tempi delle prove libere ed i primi due del primo segmento che avranno accesso a quello conclusivo.

Andiamo però a vedere il nuovo format nel dettaglio:

NUOVA PROCEDURA

1. Le tre sessioni libere già esistenti non cambieranno, anche se I tempi combinati di tali sessioni determineranno la partecipazione alle qualifiche finali.

2. I 10 piloti più veloci andranno direttamente alle prove di qualifica 2(QP2).

3. Tutti gli altri piloti prenderanno parte nelle prove di qualifica 1 (QP1).

4. I due piloti più rapidi delle QP1 passeranno alle QP2, formando un totale di 12 piloti per le prime 12 posizioni.

5. I piloti che non entreranno nelle prime posizioni della QP1 prenderanno posizione dalla 13esima piazza in poi secondo il proprio tempo in QP1.

NUOVI TEMPI DI PROVA

- venerdì
FP1 45 Minuti (senza modifiche) per accedere alla partecipazione alla QP
FP2 45 Minuti (senza modifiche) per accedere alla partecipazione alla QP

- sabato - mattina
FP3 45 Minuti (senza modifiche) per accedere alla partecipazione alla QP

- sabato – pomeriggio – nuovo programma:
FP4 30 Minuti, non servirà per l'accesso alla QP Pausa 10 Minuti
QP1 15 minuti
Pausa 10 Minuti
QP2 15 minuti

Introdotte delle novità importanti anche per quanto riguarda i test, che diverranno effettive con effetto immediato. Ecco cosa dice il comunicato divulgato dalla Dorna e dalla FIM:

La “stagione” sarà definita dal giorno successivo all'ultima gara dell'anno e si concluderà con il giorno della gara conclusiva nell'anno successivo. La ragione di questa modifica si riferisce ad alcuni punti del regolamento le cui attività sono limitate al periodo del “calendario annuale”. È quindi più rilevante determinare che la nuova stagione con test ecc, inizierà immediatamente dopo l'ultima gara.

Come conseguenza di tale modifica, le case costruttrici della classe MotoGP dovranno ora nominare i propri circuiti di prova (3) prima dell'ultima gara dell'anno in corso. I team non ufficiali potranno utilizzare un pilota regolare o un collaudatore, approvato dalla direzione gara, per portare avanti i propri test utilizzando “la distribuzione di gomme per test”.


Fonte: Omnicorse.it